26
Feb

Vi raccontiamo una favola che parla di voi…

Si narra che il termine “Barocco” non ebbe origine dal francese baroque, inteso come “stravagante o “bizzarro”, bensì dal portoghese barroco, parola con la quale si indica un particolare tipo di perla, detta “scaramazza”.

Questa perla deve il suo valore, la sua preziosità, al fatto di essere stata concepita al di fuori da qualsiasi logica industriale o di allevamento; la perla scaramazza appartiene alla Natura e da essa trae forme, colori e riflessi.

La sua particolarità consiste nel presentare piccole irregolarità, introvabili nelle perle d’allevamento, che testimoniano la sua genesi totalmente avulsa dal processo umano e che le conferiscono criteri unici al mondo, come un’impronta digitale o i disegni sulle ali di una farfalla.

“Barocco”, dunque, significa esaltazione di quella che secondo i più è un’imperfezione, ma che secondo coloro i quali sanno veramente riconoscere il bello nel suo manifestarsi, altro non è che la testimonianza di un’unicità meravigliosa e difficile da trovare.

Questa è la favola che parla di voi. E di noi.

Parla di come il legno sia sempre unico, di come ogni venatura racconti una storia, un’era, un avvicendarsi di lune e primavere. Parla di come l’amore di un artigiano sia in grado di rendere eterne nel tempo queste tracce e di come l’amore di una casa possa nutrirle e donare loro sempre più vita e più splendore.

È una favola che si snoda attraverso le fasi lunari che sovrintendono al taglio del legno, ai mesi di stagionatura, al rispetto dei tempi ed alla fretta che non deve mai fare la sua comparsa a fianco dell’artigiano innamorato del suo lavoro.

Noi siamo cresciuti accarezzati dalle parole di questa favola, ed oggi le riproponiamo a voi che amate ed apprezzate il colore, la trama, i disegni ed il profumo del legno, consci del calore che solo lui è in grado di diffondere nelle vostre case. A voi che sapete averne cura e non ricercate in complicati e nocivi procedimenti industriali ciò che il semplice legno è capace di offrire.

Prendersi cura del legno significa utilizzare metodi lontani dalla chimica… metodi forse antichi, forse apparentemente fuori moda, ma che hanno preservato i capolavori dei Maestri artigiani per secoli, lasciando che il legno arrivasse fino a noi arricchito solo dal fascino del tempo.

Cera, olio, gommalacca; ecco gli unici strumenti di cui il legno necessita. Questi e l’amore di chi se ne prende cura, magari applicando della cera d’api naturale una volta all’anno (per tre anni), in modo da nutrire il legno non trattato e donargli al tempo stesso la morbidezza di un tempo e quel profumo inconfondibile di casa “che sa di buono”.

Sa di buono come le favole di quando eravamo bambini… quelle che iniziavano sempre con “c’era una volta” e sempre terminavano con “e vissero tutti felici e contenti”.