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Giu

L’ Amore è un Vizio

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Certi vizi sono difficili da perdere.

E poi chi l’ha detto che perderli sia proprio il nostro desiderio?

Quando determinati atteggiamenti, modi di fare, di essere, di pensare, di vivere trasformano una normale esistenza in qualcosa di unico, di eccezionale… ma anche di contrapposto alla piatta e fredda logica di mercato, perché dovremmo tentare di essere diversi?

Correggerci?

No, grazie! Ci teniamo i nostri vizi e ne siamo orgogliosi, anche se in controtendenza; anche se anacronistici!

Ci piace realizzare cose uniche.

Ci piace farlo bene, col cuore… e magari senza quella attenzione maniacale a “sì, ma quanto costa”, nell’ottica di un risultato globale che non solo ci appaghi professionalmente, ma nutra anche la nostra anima ed il nostro amor proprio.

Immaginate un vecchio stabile.

Un deposito di materiale… un magazzino al quale facevano riferimento da anni gli artigiani della nostra zona.

Immaginate un antico pavimento in rovere, il ferro battuto, le semplici dominanti bianche e nere del legno e dei muri a calce… immaginate, insomma, un luogo dove si respira lo scorrere del tempo come qualcosa amichevole, di buono, di familiare.

E adesso provate ad immaginare gli stessi artigiani che si sono recati in quel vecchio magazzino per anni, impegnati a trasformarlo in qualcosa di nuovo, pur nel rispetto di un’atmosfera che nessuno voleva o poteva permettersi di inquinare.

Una trasformazione fatta di amore e dolcezza, di attenzione per i particolari e per la luce; una lenta e quasi impercettibile metamorfosi che, sfruttando materiali naturali e rispettosi di ambiente e tradizione, ha visto la crisalide trasformarsi lentamente in farfalla sotto agli occhi dei proprietari e sotto ai nostri, che nonostante ci stessimo lavorando abbiamo assaporato la meraviglia di quel rispettoso divenire.

Ambienti fortemente personalizzati, ma caldi ed accoglienti, hanno preso vita tra i dettagli curati, le vaschette di zinco con le erbe aromatiche, le ceste poste ad arte sull’erba del giardino ed adibite ad orto.

L’ingresso ed il grande salone, inondati di una luce riflessa dall’immateriale candore delle pareti ed addolciti dal sapiente contrappunto della resina grigia, dell’armadio nero, di una porta in ferro battuto, celano e rivelano al tempo stesso i particolari di un disordine voluto e di un calore tutto speciale che ti fa venir voglia di sederti ed accettare quel caffè che sicuramente i proprietari ti stanno per offrire.

Certo, perché in un simile ambiente si respira convivialità, tra i profumi dolci di un passato da ricordare e le pennellate di quella modernità gentile e discreta che trasforma il bello in unico.

Ed il vecchio magazzino, l’amico di sempre, si trasforma in casa. Anzi, in Casa… con la lettera maiuscola.

In Dimora accogliente, calda e protettiva.

In un luogo dove ogni dettaglio, dal grande tavolo da pranzo sovrastato da innumerevoli bolle illuminanti, alle rapide verticali nere che si innalzano verso il soffitto, ai punti luce sapientemente disposti per armonizzare il tutto, trasmette la grande armonia che si è stabilita tra la famiglia Simone e noi.

Trasmette amore.

Quell’amore per l’unicità che ci contraddistingue da sempre.

Quel vizio difficile da perdere del quale siamo caparbiamente, immancabilmente e meravigliosamente innamorati.